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Caverna delle Rose – Elysian Chants 2021

Autore | Federico Fea

Esistono suoni che si riescono a vedere attraverso un cortocircuito neuronale che si chiama sinestesia. In un mondo musicale sempre più votato all’usa e getta con le varie piattaforme di streaming che buttano in pasto alle folle pletore di artisti per poi dimenticarli, un progetto coraggioso e profondo come Elysian Chants decide di fare l’esatto opposto e impegnare (finalmente!, me lo si lasci dire) l’ascoltatore. Sarà la collaborazione tra artisti di estrazione diversa, sarà che la parte figurativa emerge prepotente come raramente capita in altre opere, ma questo lavoro che ci accompagna attraverso sette Inni Orfici vive e fa vivere emozioni che vanno oltre il semplice ascolto. Canto e musica si fondono in un flusso continuo di suoni dove le voci di Aima e di Evor diventano veri e propri strumenti musicali e non seguono melodie, ma le creano, cangianti come i fumi che improvvisamente diventavano voci, ombre di spiriti, che imploravano Orfeo quando era impegnato nella sua amara impresa nell’Ade. Non è un caso che in apertura abbia parlato di sinestesie poiché queste esplodono al primo ascolto di To The Furies o di To Dyonisius, inestricabili labirinti di emozioni sonore magistralmente tessute da Evor Ameisie in un arazzo sonoro quasi wagneriano tanta è la forza evocativa, che diventano colori e immagini di fumi oracolari. Forse la presenza di un artista come Diego Cinquegrana ha avuto proprio questo effetto: dare alla musica una capacità figurativa vera e propria che diventa maestosa in The Chant of Creation, apice emotivo dell’album. Colto e affascinante, ammaliante, criptico ma incredibilmente esplicativo questo lavoro non è di certo il disco da ascoltare mentre si fa la spesa o mentre si passa l’aspirapolvere, questa opera merita di essere ascoltata nella sua pienezza, con occhi chiusi e magari in una stanza impreziosita da aromi e incensi (non a caso ogni inno orfico è associato ad un particolare aroma).

Voto: 9

Giudizio: Dionisiaco