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Behemoth – I Loved You At Your Darkest 2018

Autore | Federico Fea

Quanti di noi hanno sentito utilizzare o utilizzato la parola “poser”? In ambito metal estremo non vi è personaggio che generi sentimenti più contrastanti di Nergal. Dando a Cesare quel che è di Cesare non si può negare che sia un grande imprenditore a volte fin troppo visionario: dai croccantini per cani alla birra, dal caffè alle tazze per caffè non vi è oggetto che ormai non abbia il marchio Behemoth. Però Nergal non è solo il furbetto che utilizza il marchio “maledetto” del black metal per fare soldi sfruttando la voglia di trasgressione di chi gioca a sentirsi ribelle indossando la maglietta con il crocifisso rovesciato. No. Nergal è prima di tutto un musicista colto e raffinato che insieme ai suoi compari Inferno e Orion ha pubblicato una nuova opera ambiziosa e curata. Seppure inferiore rispetto al precedente The Satanist, I Loved You At Your Darkest si dimostra solido e concreto, anche se concede il fianco soprattutto nei pezzi “riempitivi” (Rom 5:8 e We Are The Next 1000 Years in particolare). Forieri di quel suono blackened-death introdotto con Satanica, i Behemoth macinano potenza e molta, a volte troppa, melodia arrivando a creare una ballata (!) come Bartzabel che insieme alla bellissima Havohej Pantocrator si contende la palma di pezzo migliore del lotto. Concedendosi aperture pienamente è sorprendentemente rockeggianti, God=Dog, o classic metal oriented, Ecclesia Diabolica Catholica, Nergal si è spinto verso un territorio difficile, rendendo ancora più accessibile il suono della sua band ma curando al massimo ogni aspetto soprattutto per quanto riguarda i contenuti dedicati al satanismo e alla demonologia. Volete un esempio? Prendiamo il pezzo di apertura dell’album, Solve, e quello di chiusura, Coagvla: i titoli richiamano le parole tatuate sulle braccia di Baphometh, fondamento dei principi alchemici secondo cui è possibile procedere dall’unicum alle singolarità e vicecersa. Melodico e oscuro, con un drumming di Inferno sempre assassino, l’album è una piacevole opportunità di ascolto per chi volesse avvicinarsi all’opera di una band spettacolare e oggetto di vero culto da parte dei propri fan. “Poser” o no, onestamente non importa se la qualità dei prodotti è questa.

Voto: 8

Giudizio: Alchemici